Champions League vs Serie A: perché il calcio italiano non riesce a volare nei campi internazionali

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Si potrebbe partire dalla considerazione base che il calcio italiano è fermo dal 2014 nella sua ultima partecipazione ai Mondiali perché ha saltato la manifestazione del 2018 e mancherà anche all’appuntamento del 2020, per comprendere più a fondo perché il livello di gioco vola basso in una qualità che non consente competitività a livello internazionale.

Certo, gli Azzurri di Mancini hanno battuto il record di risultati utili consecutivi portandolo da 35 a 37 (superato dall’Algeria e portato a 43), hanno vinto l’Europeo del 2020 ma hanno mancato l’unico appuntamento che conta: i Mondiali.

In Champions League la situazione non è diversa, basta dare un’occhiata a siti come Betfair scommesse calcio per notare come le squadre italiane non siano mai favorite in qualsiasi competizione internazionale, le ragioni sono tante e molto complesse.

In Serie A si segna poco: il calcio italiano ha problemi di identità

La Serie A non possiede reparti offensivi particolarmente promettenti e basta fare un paragone con gli altri campionati per capire come segnare molti gol sia fondamentale per le sorti dei club nelle competizioni internazionali come la Champions.

Il migliore reparto offensivo della Serie A riguarda l’Inter con 72 reti in 34 gare, in Francia la League 1 presenta due squadre che hanno segnato più dei Nerazzurri nelle stesse gare: il PSG con 76 reti e il Rennes con 75 gol.

In Bundesliga il numero sale a 3 con Bayern che in 31 giornate di campionato disputate ha segnato ben 92 reti, il Dortmund con 77 gol e il Leverkusen a pari merito con l’Inter ma con tre giornate in meno disputate.

In Premier League dominano la classifica dei reparti offensivi più forti d’Europa il Manchester City con 80 reti in 33 giornate e il Liverpool con 85 gol nelle stesse gare disputate. Entrambe le squadre sono in semifinale e le quote vincenti Champions League 2022 le danno come favorite. Persino in Eredivisie l’Ajax ha segnato 86 gol in 30 gare e il PSV 75 marcature nello stesso numero di partite disputate.

Si potrebbe affermare che in Serie A giocano le squadre con i reparti difensivi più forti d’Europa ma questo significherebbe soltanto ritornare indietro nel tempo di 50 anni a un calcio superato, e stabilire una volta per tutte che il Catenaccio è la nostra più pura e sacrosanta identità.

Il calcio italiano non vola a livello internazionale

Queste dinamiche della Serie A unite alla scarsa attenzione dei club per i settori giovanili, convergono nel problema fondamentale dell’identità del calcio italiano che non riesce più a uscire dalle mura casalinghe: la mancata vittoria della Champions da 12 anni e altri 12 anni (almeno) senza partecipazione ai Mondiali, sono il prezzo più alto da pagare.

Questi rappresentano soltanto la cima dei problemi che stanno affliggendo il calcio italiano, una montagna troppo alta che opprime le squadre di Serie A e la Nazionale Azzurra, impendendo (quasi proibendo) alle squadre di volare alto in campo internazionale.

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