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Del Pinto: "Anche se andassi via sarò sempre innamorato di questa maglia"

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Lunga intervista di Lorenzo Del Pinto a tuttomercatoweb.com. Queste le sue parole:

Oltre 100 partite ufficiali con la maglia giallorossa, un ruolo fondamentale all’interno dello spogliatoio e quel piglio da leader che lo ha contraddistinto a prescindere dal minutaggio e dalle legittime scelte tecniche del mister. Quasi certamente la sua esperienza nel Sannio si concluderà in queste settimane, ma Lorenzo Del Pinto porterà sempre nel cuore una città, una dirigenza e una tifoseria che lo hanno aiutato a crescere soprattutto sul piano umano. In attesa della chiamata giusta si gode comunque l’ottimo campionato del Benevento e spera che i campani possano essere la rivelazione anche della seconda parte della stagione. La redazione di Tuttomecatoweb lo ha contattato in esclusiva per parlare di passato, presente e futuro.

Come giudica il cammino del Benevento?
“A bocce ferme ricordo che tutti pronosticavano i giallorossi come candidati alla retrocessione, pochissimi scommettevano sulle potenzialità della rosa. Io, però, ho vissuto il ritiro e ho visto con i miei occhi come stessero lavorando i calciatori e lo staff tecnico. Il Benevento sta semplicemente raccogliendo i frutti di quello che ha seminato, non mi sorprende affatto che abbiamo questo margine così ampio sulla zona retrocessione. Ovviamente non bisogna abbassare la guardia, ma ci sono tutti i presupposti per allungare la striscia positiva”.

Eppure l’inizio era stato difficile…
“Credo che sia anche normale, il passaggio dalla B alla A richiede sempre un fisiologico tempo di adattamento. In rosa si erano aggiunti anche nuovi calciatori e ci voleva il tempo necessario per creare la giusta alchimia tra giovani ed esperti. Il lavoro, però, è sempre stato svolto nel migliore dei modi e non avevo dubbi che, alla lunga, sarebbero arrivati anche i risultati”.

Secondo lei ci sarà qualche innesto a gennaio?
“C’è un organico che sta facendo bene, ma conoscendo il direttore sportivo non mi meraviglierei se arrivassero altri calciatori per aumentare le alternative a disposizione del mister”.

Che allenatore è Inzaghi?
“Una bravissima persona, che ha sempre saputo mantenere un comportamento chiaro e corretto con tutti. Anche chi non gioca si sente parte integrante del percorso”.

Un giudizio sul presidente Vigorito e sul direttore sportivo Foggia?
“Non posso che parlare bene di loro, sul piano umano prima ancora che professionale. Il presidente, negli anni, ha fatto tanti sacrifici economici per portare il Benevento quanto più in alto possibile. Parla con lo sguardo, quando vede la maglia giallorossa gli brillano gli occhi e per noi deve essere un orgoglio indossare questa maglia .Aggiungo che il direttore ha messo a sua a e nostra disposizione tutta la sua esperienza nel mondo del calcio. I risultati sono sotto gli occhi di tutti”.

Quanto pesa l’assenza del pubblico?
“Tanto. Ho visto tanta gente gioire dopo la vittoria del campionato e so quanto possono dare alla squadra. Vedere uno stadio così fa male, speriamo quanto prima che il Covid venga sconfitto e che si torni alla normalità. La componente agonistica non viene meno, è chiaro, ma sembra quasi un altro sport”.

A proposito di Covid, il Benevento è una delle pochissime squadre che non ha avuto problemi di questo genere…
“Sì, anche in questo caso posso dire che la professionalità della società e dello staff medico ha fatto la differenza. C’è una grande cura dei dettagli”.

Sorpreso dal rendimento di qualche giocatore?
“Mi viene in mente Roberto Insigne, calciatore che sta dimostrando il suo valore anche in massima serie. Nomino anche Improta, capace sempre di dare un contributo in qualunque zona del campo e a prescindere dal modulo. Sono quegli atteggiamenti che consentono a tutto il gruppo di trarre insegnamento”.

Quale sarà il suo futuro? Si parla di un sondaggio della Salernitana…
“So che c’era stato qualche contatto in estate, certamente una chiamata da Salerno mi farebbe piacere perché stiamo parlando di una piazza altrettanto calorosa e prestigiosa. Vedremo cosa mi riserverà il futuro, spero di sposare un progetto serio e ambizioso. Il calcio è una parte fondamentale della mia vita, ho 30 anni e voglio togliermi ancora tante soddisfazioni”.

Le fa male lasciare Benevento?
“Tanto, è come una seconda casa per me. Quest’anno non ho trovato spazio, ma fa parte del gioco e bisogna accettarlo. Non so quando andrò via, ma porterò sempre nel mio cuore il pubblico, la società e tutti coloro con cui ho condiviso una fantastica avventura. Non è una frase fatta dire che siamo davvero una grande famiglia”.

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