Maggio: "Inzaghi uno di noi"

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Christian Maggio al Corriere dello Sport:

Il rinnovo del mio contratto? Col direttore ne abbiamo parlato tempo e fa e ci siamo dati tranquillità da entrambe le parti. Non potevamo prevedere che ci sarebbe stata questa lunga interruzione. La mia voglia è di continuare, a Benevento sto bene e ho ancora un conto aperto con la società perché il primo anno non è andato come speravo. Ora sto meglio e spero di rimanere a Benevento, perché mi piacerebbe tanto rigiocare in Serie A.  Riprendere per tanti è un fatto positivo, per altri meno. Ogni cosa però va fatta con la testa giusta, per questo dico che è meglio lasciar lavorare chi è preposto a queste cose. Noi non vogliamo neanche pensare all’annullamento di questo campionato, sarebbe un rammarico incredibile per le tante persone che hanno lavorato a questo progetto e soprattutto per il presidente che ha fatto investimenti importanti. Veder svanire questo sogno sarebbe tremendo. 

Tornare al San Paolo?

"Lì ho disputato dieci anni fantastici, mi piacerebbe ritornarci anche se solo da avversario. Scenderei in campo con la maglia del Benevento e sarebbe per me una giornata importante e indimenticabile. In estate a Dimaro ho vissuto un antipasto di quello che potrebbe accadere". 

Il segreto del Benevento?

"La forza di volontà del gruppo, la voglia di non mollare mai in qualsiasi partita. Anche quando avevamo già un vantaggio importante sulle inseguitrici abbiamo mantenuto al voglia di dimostrare giorno per giorno la nostra forza. Merito di Inzaghi: lui si sente ancora giocatore, ma è già un ottimo allenatore. Ha fatto sentire importanti tutti i 26 giocatori della rosa e questo ha permesso che ognuno giocasse sempre al massimo. È il segnale di un gruppo forte e unito. Inzaghi è diverso da tanti altri: ottima impostazione di gioco, poche idee ma giuste. In questa maniera nessuno ha avuto difficoltà a seguirlo. Ho conosciuto allenatori che ci inondavano di concetti, ma finivano per confonderci". 

Il mio futuro?

"L’allenatore no, in questo momento credo che penserei ad altro: magari il direttore sportivo, oppure seguire i giovani. Poi chissà, magari cambierò idea. Il mio gol più bello? Quello segnato al Livorno, un gesto voluto e di grande impatto. Nel Benevento il gol più importante l’ho segnato al Cittadella al termine di una partita sofferta. Loro ci avevano sempre messo in difficoltà, ma abbiamo avuto costanza, convinti di poter portare a casa il risultato.  Per la A a questa squadra serve poco. Il Benevento non ha nulla da invidiare ad alcuno sul piano societario. Il direttore è preparato: ci vorranno giocatori pronti per la A e la società lavorerà per questo. Nella massima serie noi vogliamo rimanerci, non fare la comparsa. I rinforzi che arriveranno saranno validi per consentirci di rimanere per molti anni in Serie A“.

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