Come la B tenta di ripartire

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La gazzetta dello Sport fa "le pulci" alla Serie B:

Dateci tempo. La serie B chiede un ulteriore sconfinamento per provare a portare la barca della stagione in porto. Ieri, il consiglio direttivo della Lega ha deliberato all’unanimità di percorrere questa strada specificando che «il termine della stagione potrà essere fissato e individuato nei periodi della finali delle competizioni Uefa». D’altronde la dead line europea, finire il 2agosto perché poi si devono giocare Champions ed Europa League, vale soltanto perla serie A.
E la Federcalcio darà il suo assenso a questa nuova tabella di marcia.
Servono tre mesi La linea politica resta la stessa: provare ad andare fino in fondo per evitare l’odissea dei ricorsi.
Naturalmente in sicurezza. Per il consiglio direttivo, «per ragioni di ordine tecnico, atletico e organizzativo» servono tre mesi dal nullaosta governativoalla ripresa degli allenamenti.
Nullaosta che ancora non c’è anche se il premier Conte domenica sera ha parlato della data del 18maggio per la riapertura dell’attività degli sport disquadra.
Tutto di un fiato dando per scontata una partenza sfalsata rispetto alla serie A, si può ipotizzare che le squadre possano radunare i giocatori all’inizio di giugno. Tre-quattro settimane di preparazione e poi tutto di un fiato le 15 date (10 per concludere la regular seasone 5 per playoff e playout). Per riuscire a finire nella seconda metà di agosto. Poi bisognerebbe immaginare le conseguenze di un calendario del genere sulla stagione che verrà. In ogni caso, di tutto questo si parlerà nel consiglio federale convocato da Gravina per l’8 maggio. Scritta così sembra un gioco da ragazzi, ma le cose sono in realtà molto più complicate. Per com’è strutturato, il protocollo predisposto dalla commissione medica della Figc (che peraltro potrebbe cambiare anche con norme ancora più restrittive sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico del governo) imporrebbe costi non sopportabili al sistema serie B, soprattutto obbligandole all’affitto di una struttura (albergo con campo o centro sportivo con foresteria) frequentato soltanto dal «gruppo squadra». Un colle invalicabile perché troppo oneroso. Alle incertezze della situazione sanitaria, si aggiunge un problema di risorse.
Ecco perché la B chiede al sistema calcio di aiutare la sostenibilità dell’operazione. La scorsa settimana, Balata era uscito allo scoperto rivendicando nei confronti della serie A un 1,5 in più della torta dei diritti tv in base all’accordo di separazione fra le due leghe firmato nel 2009. Ieri, il consiglio direttivo ha scritto di aver «valutato ulteriori iniziative e strumenti a tutela del sistema economico e sportivo della Lega Serie B», che verranno illustrate dal presidente Balata al tavolo federale.
Insomma anche qui, anzi qui ancora di più rispetto alla Serie A, la ripartenza è circondata da tanti punti interrogativi.

 

 

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