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I procuratori nel calcio, la loro importanza

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      Il mondo del calcio negli ultimi anni è profondamente cambiato. Basti pensare alla famosa "Sentenza Bosman" del 1995 che ha mutato dalle fondamenta i rapporti tra i calciatori e le società. In questo quadro rivoluzionato, la figura del procuratore dei giocatori, sta assumendo sempre più importanza. Alcuni diventano veri e propri riferimenti per le società stesse ed elementi utili per portare a termine le trattative. In questi giorni ad esempio si parla con insistenza di uno dei procuratori più famosi al mondo, il portoghese Jorge Mendes, che il Presidente del Napoli ha definito "un amico" e pronto a perorare la causa della società partenopea per portare sotto il Vesuvio James Rodriguez, il colombiano richiestissimo dal tecnico azzurro Carlo Ancelotti. Oramai la stragrande maggioranza dei calciatori ha un procuratore in ogni categoria ed ovviamente vale lo stesso per i giocatori della rosa del Benevento. Stranamente però fra i tanti management che seguono i calciatori sanniti non c'è nessuno legato alla Pasqualin D'Amico Partners, la società nata dalla collaborazione fra due dei procuratori italiani più importanti da alcuni decenni: Claudio Pasqualin e Andrea D'Amico. Quest'ultimo può considerarsi l'enfant prodige dei procuratori italiani visto che già nel 1990, a soli 26 anni, è diventato uno dei più giovani Agenti F.I.F.A. di sempre. Come si può leggere nel blog l'Insider, D'Amico, nato a Verona il 29 Agosto del 1964, è un vero procuratore "Globale" con riunioni in ogni parte del mondo: è stato chiamato per seguire l'accordo di Daniele De Rossi con il Boca Juniors in Argentina mentre ad inizio anno è riuscito a strappare un faraonico ingaggio per Sebastian Giovinco che dopo l'esperienza canadese al Toronto, si è trasferito nella squadra dell'Al-Hilal in Arabia Saudita. Come scritto in precedenza, nessun giocatore assistito da Andrea D'Amico è nella rosa del Benevento ma in due occasioni nelle ultime stagioni, le trattative erano ad un passo dall'esito positivo. La prima occasione è stata nell'estate del 2017 quando Luca Rigoni dal Genoa doveva arriva in Campania visto che le due società avevano già trovato un accordo per la cessione. In quel caso fu il giocatore a rifiutare il passaggio in terra sannita. Finì anche fuori rosa al Genoa per questa scelta ma poi fu reintrodotto in squadra. La società rossoblu poi lo cedette l'estate successiva ma al Parma neopromosso in Serie A. Ancora più recente è stato il mancato passaggio di un altro suo assistito al Benevento, ben più famoso di Rigoni e non solo per le sue performance in campo. Stiamo parlando di Marco Borriello che dopo aver rescisso il contratto con la Spal alla fine della stagione 2017/2018, era seguito da moltissime squadre. Ad un certo momento sembrava proprio il Benevento a poterla spuntarla su tutte le altre. Poi il bomber prese tutt'altra decisione, passando all'Union Ibiza, club della Segunda División B spagnola. Dopo 7 presenze e nessuna rete in campionato, nel gennaio del 2019, Borriello poi ha rescisso il contratto e deciso di chiudere con il calcio giocato. Chissà come sarebbe andata invece con il Benevento! Anche i non addetti ai lavori conoscono molto bene Andrea D'Amico, essendo un assiduo frequentatore dei salotti delle trasmissioni sportive di tantissime reti nazionali. Impeccabile e sempre elegantissimo, il procuratore è sempre pronto a stupire con prese di posizione mai banali e scontate, che fanno discutere animatamente addetti ai lavori e tifosi. L'ultima sua esternazione su Gonzalo Higuain come miglior terminale offensivo per il calcio del già citato allenatore del Napoli Carlo Ancelotti, non è affatto passata inosservata così come la sua personale visione sulla gestione del giovane portiere della nazionale italiana, Gianluigi Donnarumma. Senza troppo giri di parole, D'Amico ha consigliato ai dirigenti del Milan o di trovare presto un accordo con il giocatore per il rinnovo del contratto o di venderlo prima possibile per non rischiare di perderlo a parametro zero.
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