Vigorito: "Oggi l'arrivo di un percorso tracciato"

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Oreste Vigorito, ai microfoni di Ottochannel ha commentato la stagione che può dirsi appena conckusa:

"L’arrivo di un percorso tracciato quando abbiamo avuto le due retrocessioni amare che hanno fatto male a tutti. Ebbi modo di dire in conferenza stampa che ci sarebbero voluti tre anni per tornare. C’è gioia non solo perché abbiamo vinto il campionato, non era mai successo fuori casa e l’abbiamo fatto con molto garbo. Una squadra che ha vinto perché costruita, dal contributo di Auteri, Carli, i match analyst dello scorso anno. Costruita sulle misure severe in una società in cui tutto sembra lecito ma il calcio ha le sue regole e vanno rispettate. Anche il futuro è meno grigio con questo zoccolo duro. Se dopo 20 anni vinciamo ancora, anche questo va sottolineatom evidentemente perchè c’è programmazione. Sapevo che il Catania stava vincendo, poi ho saputo del 2-1. Vedevo in campo due squadre che temevano di scoprirsi, non abbiamo fatto una grande partita né noi né loro ma queste gare si decidono sugli episodi. Il sindaco mi diceva che a Picerno mancavano due minuti, io gli ho detto che a me mancavano due minuti per vivere ancora. Il Picerno ci ha tolto 4 punti tra andata e ritorno, il girone C è indecifrabile. Uscire da questo inferno della Lega Pro non è semplice: proviamo a non tornarci più. Se piangiamo per la gioia è come piangere per il dolore, sono le stesse lacrime. Ma si ha il coraggio di metterle in campo. Voglio ringraziare tutti, capitano, vice, i ragazzi e Floro Flores, la scommessa del Benevento Calcio. Una scommessa condivisa da tutti. Nemmeno lui forse ha capito che ha vinto il campionato, lo vedo tramortito. Il Presidente si lascia andare anche una battuta su Pierozzi. Ho sempre il dubbio che sia l’altro che viene a giocare e che si scambiano. Pierozzi va in società, vince i campionati e poi lo lasciano libero, ora non so se è sul pullman o l’hanno già lasciato libero. Le caratteristiche di questa vittoria? Vent’anni forse non sono passati inutilmente. Abbiamo avuto anche l’apporto del pubblico. Lo nomino poche volte, ma una campagna acquisti che ha sollecitato e solleticato la curiosità ha fatto sì che abbiamo battuto il record di abbonamenti. Il pubblico sugli spalti che ha avuto la pazienza, ci sono stati momenti difficili. Il timoniere c’era, bisogna avere fede nella vita. Un’annata molto bella, si sono incrociati tutti gli astri positivi e negativi. Ci sono stati una serie di fattori, i 3 del 2016 che sono venuti (Padella, De Falco, Melara), il direttore sportivo al terzo anno di esperienza, il nostro club manager che ha diretto dietro le quinte tutto quello che poteva dirigere a livello amministrativo. E la gente che ha dimenticato i dissapori”.

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