Floro Flores: "E' il sogno"

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Antonio Floro Flores, sotto il sole di Salerno, ha assaporato la sua prima gioia da allenatore:

"Finalmente lo posso dire: è serie B! Dopo due-tre settimane difficili per la pressione possiamo gioire, ma l'ho detto sempre ho una squadra di grandi uomini, per molti di loro era la prima volta ed è stata un'emozione indescrivibile. Al mio arrivo, sapendo l'obiettivo della Società avevo molta paura, avevo allenato sempre dei bambini, mi sono ritrovato con un gruppo di professionisti e ho solo chiesto loro di fare qualcosa di straordinario e, dopo Cosenza, hanno fatto una cavalcata straordinaria culminata in questo epilogo. Sognavo questo da quando ho smesso di giocare, questo sogno lo dedico ai tifosi e alla famiglia. Dopo il rigore di Salvemini ho cominciato a realizzare questo, ogni minuto mi giravo verso la panchina e chiedevo ai miei il risultato del Catania. Ora spero di ritrovare tutti allo stadio, non ho mai vissuto nessuna festa. Ora gli ho dato libero fino a giovedì, ma voglio ancora vincere e anche la Supercoppa. Il Benevento è società ambiziosa e se vuoi essere ambizioso devi stare sul pezzo. Il primo abbraccio l'ho dato a Vigorito mentre mi scendeva qualche lacrimuccia. Mi ha rasserenato spesso, mi ha sempre chiamato e dato la forza giusta per poter affrontare l'avventura ogni settimana. I tifosi scettici? Figuriamoci, lo ero anch'io nei miei confronti. Però hanno visto una persona onesta che non dirà mai qualcosa che non pensa. I complimenti vanno a chi è stato prima di me che mi ha lasciato una squadra giusta. A Cosenza ho cambiato idea e formazione e da lì è stato un segnale importante che la squadra ha dato. Stare bene insieme è essenziale, il calcio è questo. Si vivono queste emozioni poche volte, dopo un'annata difficile, regalare una felicità a questo ambiente è davvero tanta cosa. Melara, Padella e De Falco, mi sono stati vicini e mi hanno fatto conoscere Benevento. Uno staff fantastico nel quale ognuno ha fatto il suo lavoro. Quando giocavo ero un peperino, avevo un carattere che non sapeva attendere. L'attesa, invece, è una caratteristica fondamentale del calcio."

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