La Storia - Pagina 6
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L’8 agosto il Benevento va in ritiro a Colle Sannita dove effettua la preparazione. Si fa anche domanda di ripescaggio. Purtroppo l’ultima riunione alla vigilia del campionato non sortisce alcun effetto. Sono risultati vani i tentativi dell’Unione Popolare Pro Calcio per rilevare la gestione societaria. Quindi tutto rimane fermo: società, commissario; squadra formato da un groppo di ragazzi e senza alcuna programmazione. E’ nominato a sorpresa nuovo allenatore del Benevento Maurizio Simonato, che rimane esterrefatto per la carenza dell’organico. Non si riesce a capire come l’avv. Paglia, ovvero l’avv. Mazzoni (è sempre lui che sta dietro le quinte!) abbia convinto Simonato, ad accettare di allenare la squadra inizia il 27-09-1987 con la Cavese il lungo peregrinare su campi neutri del Benevento colpito da una lunga squalifica. Scolomba Il primo punto è conquistato a Cisterna, dove i giallorossi sono beffati all’ultimo minuto. E’ auspicato da tutti l’acquisto di almeno due giocatori (sono acquistati Cesari, Figliomeni, e ritorna Cazzani). L’esordio dei tre nuovi giocatori non fa cambiare molto alla squadra. Ma il Benevento non ha ancora un presidente anche se la Stampa e la tifoseria considera Mazzoni il “presidente invisibile” perché, pur essendo fuori dalla società, ha continui contatti con l’allenatore e i giocatori. Finalmente dopo una lunga assenza per squalifica il Benevento ritorna a casa. L’indifferenza del pubblico è sconcertante così come anche davanti alla messa in liquidazione della Sportiva Calcio Benevento S.p.A. I tifosi fanno capire di essere stufi di assistere a delle prestazioni squallide della propria squadra. (fot. pag. 69) Il campionato si conclude con il Benevento alla nona posizione.

Terminato il campionato di ridimensionamento del calcio a Benevento, si assiste ad una completa assenza della tifoseria. storia10

La speranza di salvare il calcio è alimentata con l’entrata in campo dei politici. Si cerca di costituire una nuova S.p.A. è congelata anche la posizione dell’allenatore Simonato. Sembra risolversi la crisi. C’è, però, il problema della fideiussione bancaria di 400 milioni. L’11 luglio si tiene una riunione presso l’assessorato allo Sport del Comune con la partecipazione di Callisto e Zotti per il consorzio Industriali. Questi ultimi danno le prime assicurazioni a depositare la firma della fideiussione, presso la Banca del Piccolo Risparmio di Foglianise. Intanto ci sono altre difficoltà, si registra un irrigidimento tra le parti (il Consorzio degli Industriali e L’Amministrazione Comunale). Un ruolo importante per la soluzione della crisi lo ha svolto il dott. Giorgio Miceli così come determinante è l’intervento dei 16 componenti del Consorzio degli Industriali. Il raduno, agli ordini del riconfermato Simonato, è fissato per Boxano, che portò fortuna al Benevento nelle stagione 1973.74. uno degli artefici principali del selvaggio, Giorgio Miceli, amministratore unico della società, è fiducioso, aspetta, l’entrata di nuovi soci. Crede nell’inserimento del Benevento tra le squadre di vertice.

Si parte con il piede sbagliato. L’11 settembre 1988, alla prima di campionato, i giallorossi esordiscono con una sconfitta, ad opera del Nola.

Le vicende societarie continuano a tener banco in senso negativo, al vertice della società è chiamato l’imprenditore Perugini, che si avvale della collaborazione di Giglio e Napolitano. Ma tutto continua a ruotare intorno all’avv. Mazzoni. Non si muove una foglia senza il suo assenzio.

Si ricorre al mercato di novembre acquistando l’attaccante Chiarentini, il suo debutto porta fortuna al Benevento vittorioso per 3-1. storia11

La lunga serie di risultati positivi (7 consecutivi) s’interrompe tra le mura amiche ad opera del Sorrento. Il Santa Colomba nel 1988 “regala” punti a tutte le squadre.Dopo una serie di risultati negativi, si conclude così, una delle stagioni meno ricche di soddisfazioni con l’avv. Mazzoni distaccatosi dalla carica di dirigente e con il pubblico sempre più indifferente alle sorti del Benevento perché deluso.

La stagione si conclude con il Benevento in nove posizione, e con l’annuncio del divorzio dal Benevento dell’allenatore Simonato che, nonostante le molte difficoltà, ha lavorato senza godere delle simpatie di tutti, con impegno e passione.(foto pag. 77)

La crisi societaria del Benevento non sembra avere sbocchi. Il 16 giugno si tiene un’assemblea straordinaria nella quale si deve sottoscrivere il residuo capitale sociale ammontante ad una novantina di milioni su 200. Dopo le dimissioni di Simonato è contattato Tonino Rocca per guidare la squadra nella prossima stagione. Per il tecnico si tratta della prima esperienza. La squadra va in ritiro a Roccaraso è lì però che il tecnico apprende che la società non si iscritta alla C2 perché non è stata presentata la fideiussione. storia12 Dopo un’estate molto travagliata si attende il 27 luglio quando si saprà se il Benevento sarà ammesso o escluso dal campionato. Ma questa seconda ipotesi si avvera secondo le previsioni poiché molti, a cominciare dall’avv. Mazzoni, attendono gli eventi dalla finestra. Si lascia sprofondare il Benevento nell’Interregionale, tra l’indifferenza generale. Il 1 agosto 1989, segna una delle pagine più amare del calcio beneventano. (foto pag. 84-85) In sole tre stagioni si è passati dalla C1 all’interregionale. Dopo tanti attriti si spera nella risalita del calcio. Il neo presidente Sparandeo, che ha ereditato una situazione difficilissima, insieme con alcuni dirigenti e al consulente Salvati, si rimbocca le maniche per tentare la scalata. L’allenatore Rocca, però, dichiara che con l’attuale organico al massimo si sarebbe potuto tentare di disputare un campionato di media-alta classifica. storia13

La squadra, agli ordini di Biancaniello, si qualifica in Coppa Italia. Si prosegue tra mille difficoltà, senza alcuna programmazione. I tifosi chiedono di ritornare al “Meomartini”. Comincia una lunga serie positiva, che termina ad Acerra. Il “Santa Colomba” è sempre più vuoto. Il 1990 è inaugurato con un successo ma non è esaltante il seguito del campionato, anzi. La situazione societaria preoccupa il presidente Sparandeo, rimasto solo alla guida della società. Gli imprenditori sono insensibili ai vari inviti. Alla vigilia della gara con il Maglia, è scongiurato uno sciopero di Zotti e compagni. I giocatori, da parte loro, sono preoccupati perché, oltre a non aver incassato alcuna mensilità, non vedono all’orizzonte alcuna prospettiva. Si spera che nasca una nuova società, solida. Intanto, le preoccupazioni di Sparandeo non sembrano essere inascoltate siccome si torna a parlare di Lampugnale e di Callisto. L’intermediario per la costituzione della nuova società è l’assessore comunale allo Sport Tinessa, che si muove segretamente. Vista la mancanza di sviluppi, il presidente Sparandeo invia un telegramma alle autorità e alla stampa in cui si leggeva che la società era impossibilitata a proseguire il Campionato Interregionale. Il grido di dolore del massimo dirigente, fa chiarezza sulla reale volontà da parte degli imprenditori a costituire una nuova società, ai primi effetti. A questo punto, dalla minaccia di un ritiro dal campionato spunta il “salvatore”: Mario Peca. L’“uomo della provvidenza”, prende contatto Tinessa che aveva chiesto a Pontello di acquistare la Fiorentina, sì “accontenta” di rilevare il Benevento. Intanto il Benevento si congeda dal S. Colomba con il deludente 0-0 con il Solfora. storia15

A questo punto, inizia una settimana delicata per le sorti del calcio beneventano. Si attende di conoscere le reali volontà di Peca. Nell’ultima di campionato il Benevento, che lancia i giovani Martini, Forni, Acero, pareggi a Tricase. Il 4 giugno 1990 nasce la nuova società che prende il nome di Football Club Sporting Benevento e addirittura scompaiono i colori giallorossi. Sono sostituiti con il rosso-argento. La novità è introdotta attraverso un sondaggio popolare che, rispecchierebbe più fedelmente lo stemma di Benevento. Mario Peca si impegna a trovare il sostegno necessario per chiedere alla Lega Calcio il ripescaggio in C2.

Il presidente Sparandeo fu costretto ad affrontare molte difficoltà perché non aveva l’aiuto da parte degli imprenditori locali. Fu costretto a fare numerosi passi per sensibilizzare l’autorità. Tutti i suoi sforzi risultarono vani. L’avventura calcistica sembrava definitivamente e tristemente conclusa a Benevento quando, inaspettatamente, ai primi di maggio 1990, Peca affidò l’incarico a Scialò di rilevare il titolo sportivo della Sportiva Calcio Benevento, senza assumere debiti né il pacco giocatori. Il 7.5.1990 fu costituita la nuova società che Peca volle chiamare FootBall Club Sporting Benevento con i nuovi colori sociali “argento e rosso”, nomi e colori che ha preferito fra tutti quelli segnalati dagli sportivi a seguito di un sondaggio televisivo. La società fu inscritta al campionato Interregionale e fu anche presentata la domanda per il ripescaggio in C2. Fu a quel punto che “scoppiò la bomba”: la Feder Calcio, che aveva sempre ratificato la “cessione “ del titolo sportivo da una società che scompariva ad altra che era costituita nella stessa città, decise improvvisamente di non approvare più tali operazioni. Fu così che il Benevento e tante altre città, che pur avendo un clamoroso passato calcistico si trovano cancellate dalla mappa calcistica italiana. Restavano solo quattro giorni per la stesura dei calendari del campionato Interregionale e per salvare il futuro del Benevento calcio. Mentre il presidente Peca rimaneva in Svizzera per i suoi affari, Gino Miele allestì una squadra completamente nuova, cominciò la marcia trionfale che la portò a vincere il girone con undici punti di distacco sulla seconda classificata. Mancavano quindici giorni allo spareggio con il Castellammare di Stabia per la promozione in C due, la squadra sospese gli allenamenti, i giocatori tornarono a casa. Il comune di Benevento fu costretto a mantenere gli impegni assunti; gli ultimi incassi e l’intervento dei tifosi consentirono di far ritornare la squadra in buone condizioni per gli spareggi. Sugli spalti del Santa Colomba, nella curva sud per la partita di andata con il Castellammare di Stabia, ricomparve Peca. Ci fu poi la beffa della partita di ritorno a Castellammare di Stabia. Per la preparazione del campionato Peca dopo tanti mesi di assenza, chiese a Collarile e a Miele di rimanere al loro posto, ma loro lasciarono la società. Nel Campionato Interregionale il Benevento stravince il girone classificandosi al Primo posto. (foto pag. 101) storia16

Si parte con i campionati 1990/1991 e 1991/1992 dove il Benevento non riesce ad esprimere le sue potenzialità vista la rosa, composta da giocatori di calibro come Nicola D’Ottavio (che ha indossato la casacca del Verona in serie A), Rodia (Ascoli), Paolucci (Ascoli) e tanti giovani di talento come Rossi, Canneva, Cagnale ecc.La finale persa con la Juve Stabia per accedere in serie C2, aveva dato sfiducia all’ambiente, tanto che molti giocatori importanti furono ceduti ad altre società.Il campionato successivo fu un campionato di stasi per la squadra in quanto non si raggiunsero gli obbiettivi dell’anno precedente, anche se con giocatori diversi.Il campionato 1993/1994 vede un cambio di guardia alla presidenza, infatti a Mario Peca subentra Mario Cotroneo.Questo campionato vede il Benevento stravincere. Alla guida c’era Gigi Boccolini e un bomber quale Nicola D’Ottavio (che stravinse il titolo di capocannoniere con 35 gol). Dopo 8 anni di militanza nei campionati minori il Benevento torna nel calcio che conta, infatti l’anno dopo, con la conferma di quasi tutta la rosa, disputa un ottimo campionato tanto da partecipare ai Play-off, che videro il Benevento uscire alla semifinale contro il Savoia. Da qui in poi i play-off diventano un pasto amaro per i giallorossi, infatti nel giro di 4 anni conquista 3 finali consecutive, precedute da una salvezza conquistata all’ultima giornata contro il Frosinone. Dopo le 2 finali perse ad Avellino e a Lecce (rispettivamente 2-0 con la Turris e 2-1 contro il Crotone), la famiglia Cotroneo si dimette lasciando l’incarico al beneventano Renato Pedicini, che al suo primo anno storia17 riesce ad allestire una buona squadra che farà del gruppo la sua arma migliore, tanto da conquistare la tanto attesa promozione in serie C1 in quel di Lecce a discapito del Messina e davanti a circa 12.000 spettatori. Questa partita fu da cardiopalma, ma il Benevento sotto di un gol ad inizio secondo tempo, riesce a pareggiare grazie ad un gol del “messineseBertuccelli. Si va ai supplementari ed al 10 del secondo tempo arriva il gol dell’altro “siciliano” Rosario Compagno, scatenando la gioia della torcida sannita.

Al primo campionato in C1 il Benevento raggiunge il suo obiettivo della salvezza, anche se all’ultima giornata contro l’Arezzo già qualificato ai Play-off.

(Si ringrazia il giornalista Nicola Russo, direttore di Sannio Sport, per la concessione del materiale fotografico e dei cenni storici tratti dai volumi “Il Benevento e la sua storia 1930/1991 ”.)




 
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