| La Storia - Pagina 6 |
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L’8 agosto il Benevento va in ritiro a Colle Sannita dove effettua la preparazione. Si fa anche domanda di ripescaggio. Purtroppo l’ultima riunione alla vigilia del campionato non sortisce alcun effetto. Sono risultati vani i tentativi dell’Unione Popolare Pro Calcio per rilevare la gestione societaria. Quindi tutto rimane fermo: società, commissario; squadra formato da un groppo di ragazzi e senza alcuna programmazione. E’ nominato a sorpresa nuovo allenatore del Benevento Maurizio Simonato, che rimane esterrefatto per la carenza dell’organico. Non si riesce a capire come l’avv. Paglia, ovvero l’avv. Mazzoni (è sempre lui che sta dietro le quinte!) abbia convinto Simonato, ad accettare di allenare la squadra inizia il 27-09-1987 con Terminato il campionato di ridimensionamento del calcio a Benevento, si assiste ad una completa assenza della tifoseria.
La speranza di salvare il calcio è alimentata con l’entrata in campo dei politici. Si cerca di costituire una nuova S.p.A. è congelata anche la posizione dell’allenatore Simonato. Sembra risolversi la crisi. C’è, però, il problema della fideiussione bancaria di 400 milioni. L’11 luglio si tiene una riunione presso l’assessorato allo Sport del Comune con la partecipazione di Callisto e Zotti per il consorzio Industriali. Questi ultimi danno le prime assicurazioni a depositare la firma della fideiussione, presso Si parte con il piede sbagliato. L’11 settembre 1988, alla prima di campionato, i giallorossi esordiscono con una sconfitta, ad opera del Nola. Le vicende societarie continuano a tener banco in senso negativo, al vertice della società è chiamato l’imprenditore Perugini, che si avvale della collaborazione di Giglio e Napolitano. Ma tutto continua a ruotare intorno all’avv. Mazzoni. Non si muove una foglia senza il suo assenzio. Si ricorre al mercato di novembre acquistando l’attaccante Chiarentini, il suo debutto porta fortuna al Benevento vittorioso per 3-1.
La lunga serie di risultati positivi (7 consecutivi) s’interrompe tra le mura amiche ad opera del Sorrento. Il Santa Colomba nel 1988 “regala” punti a tutte le squadre.Dopo una serie di risultati negativi, si conclude così, una delle stagioni meno ricche di soddisfazioni con l’avv. Mazzoni distaccatosi dalla carica di dirigente e con il pubblico sempre più indifferente alle sorti del Benevento perché deluso. La stagione si conclude con il Benevento in nove posizione, e con l’annuncio del divorzio dal Benevento dell’allenatore Simonato che, nonostante le molte difficoltà, ha lavorato senza godere delle simpatie di tutti, con impegno e passione.(foto pag. 77) La crisi societaria del Benevento non sembra avere sbocchi. Il 16 giugno si tiene un’assemblea straordinaria nella quale si deve sottoscrivere il residuo capitale sociale ammontante ad una novantina di milioni su 200. Dopo le dimissioni di Simonato è contattato Tonino Rocca per guidare la squadra nella prossima stagione. Per il tecnico si tratta della prima esperienza. La squadra va in ritiro a Roccaraso è lì però che il tecnico apprende che la società non si iscritta alla C2 perché non è stata presentata la fideiussione.
La squadra, agli ordini di Biancaniello, si qualifica in Coppa Italia. Si prosegue tra mille difficoltà, senza alcuna programmazione. I tifosi chiedono di ritornare al “Meomartini”. Comincia una lunga serie positiva, che termina ad Acerra. Il “Santa Colomba” è sempre più vuoto. Il 1990 è inaugurato con un successo ma non è esaltante il seguito del campionato, anzi. La situazione societaria preoccupa il presidente Sparandeo, rimasto solo alla guida della società. Gli imprenditori sono insensibili ai vari inviti. Alla vigilia della gara con il Maglia, è scongiurato uno sciopero di Zotti e compagni. I giocatori, da parte loro, sono preoccupati perché, oltre a non aver incassato alcuna mensilità, non vedono all’orizzonte alcuna prospettiva. Si spera che nasca una nuova società, solida. Intanto, le preoccupazioni di Sparandeo non sembrano essere inascoltate siccome si torna a parlare di Lampugnale e di Callisto. L’intermediario per la costituzione della nuova società è l’assessore comunale allo Sport Tinessa, che si muove segretamente. Vista la mancanza di sviluppi, il presidente Sparandeo invia un telegramma alle autorità e alla stampa in cui si leggeva che la società era impossibilitata a proseguire il Campionato Interregionale. Il grido di dolore del massimo dirigente, fa chiarezza sulla reale volontà da parte degli imprenditori a costituire una nuova società, ai primi effetti. A questo punto, dalla minaccia di un ritiro dal campionato spunta il “salvatore”: Mario Peca. L’“uomo della provvidenza”, prende contatto Tinessa che aveva chiesto a Pontello di acquistare A questo punto, inizia una settimana delicata per le sorti del calcio beneventano. Si attende di conoscere le reali volontà di Peca. Nell’ultima di campionato il Benevento, che lancia i giovani Martini, Forni, Acero, pareggi a Tricase. Il 4 giugno 1990 nasce la nuova società che prende il nome di Football Club Sporting Benevento e addirittura scompaiono i colori giallorossi. Sono sostituiti con il rosso-argento. La novità è introdotta attraverso un sondaggio popolare che, rispecchierebbe più fedelmente lo stemma di Benevento. Mario Peca si impegna a trovare il sostegno necessario per chiedere alla Lega Calcio il ripescaggio in C2. Il presidente Sparandeo fu costretto ad affrontare molte difficoltà perché non aveva l’aiuto da parte degli imprenditori locali. Fu costretto a fare numerosi passi per sensibilizzare l’autorità. Tutti i suoi sforzi risultarono vani. L’avventura calcistica sembrava definitivamente e tristemente conclusa a Benevento quando, inaspettatamente, ai primi di maggio 1990, Peca affidò l’incarico a Scialò di rilevare il titolo sportivo della Sportiva Calcio Benevento, senza assumere debiti né il pacco giocatori. Il 7.5.1990 fu costituita la nuova società che Peca volle chiamare FootBall Club Sporting Benevento con i nuovi colori sociali “argento e rosso”, nomi e colori che ha preferito fra tutti quelli segnalati dagli sportivi a seguito di un sondaggio televisivo. La società fu inscritta al campionato Interregionale e fu anche presentata la domanda per il ripescaggio in C2. Fu a quel punto che “scoppiò la bomba”: Si parte con i campionati 1990/1991 e 1991/1992 dove il Benevento non riesce ad esprimere le sue potenzialità vista la rosa, composta da giocatori di calibro come Nicola D’Ottavio (che ha indossato la casacca del Verona in serie A), Rodia (Ascoli), Paolucci (Ascoli) e tanti giovani di talento come Rossi, Canneva, Cagnale ecc.La finale persa con Al primo campionato in C1 il Benevento raggiunge il suo obiettivo della salvezza, anche se all’ultima giornata contro l’Arezzo già qualificato ai Play-off. (Si ringrazia il giornalista Nicola Russo, direttore di Sannio Sport, per la concessione del materiale fotografico e dei cenni storici tratti dai volumi “Il Benevento e la sua storia 1930/1991 ”.) |