La Storia - Pagina 5
Domenica 15 Luglio 2007 16:21
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L’attenzione è tutta rivolta verso le gare di Coppa Italia con le squadre di serie A e B. Il sorteggio non è però favorevole per la squadra giallo rossa, infatti, il Benevento è incluso in un girone che comprende: Castrano, Verona, Campobasso, Ascoli, e Catania. Quindi non con le grandi squadre per cui era legittimo attendersi un buon incasso.

Falliti i tentativi per Benetti e Soriani, è chiamato a sostituire Liguori, Giuseppe Materazzi, proveniente dal Rimini. La squadra va in ritiro a Cutigliano. Ma la stagione si conclude in modo poco brillante la salvezza è conquistata grazie a numerosi pareggi.

Per quanto riguarda il Benevento in Coppa Italia deve essere sottolineato poiché la squadra giallo-rossa, avrebbe dovuto disputare al S. Colomba l’incontro con il Verona, ma la dirigenza per motivi di incasso, chiede e ottiene l’inversione di campo. storia8

Gli incontri disputati:

Verona – Benevento 4/2

Benevento – Casarano 1/1

Benevento – Catania 1/0

Ascoli – Benevento 0/1

Campobasso – Benevento 3/1

Invece la classifica finale del campionato 1984/85 vede il Benevento al quinto posto.

Calato il sipario sul campionato 1984-85, le prospettive non sono delle più promettenti, anche la tifoseria si assottiglia e si rende protagonista soprattutto per le contestazioni che per l’affluenza allo stadio. Si crea moltissimo vuoto intorno alla squadra anche per quanto riguarda i responsabili della Sportiva Calcio. Il tecnico Materazzi cambia società.

In sede di calciomercato il Benevento effettua numerosi acquisti, solo dopo il loro arrivo il Benevento va in ritiro pre-campionato a San Terenziano, con il nuovo allenatore Fausto Landini. Il colpo di scena dell’estate 1985 si verifica con le dimissioni di Landini. Il “bizzarro” allenatore, con una scelta molto signorile si dimette, traendo d’impiccio i dirigenti consapevoli che il tecnico non era gradito alla tifoseria. Occupa il suo posto Mario Facco, che è molto preparato sul grado di preparazione della squadra. Il campionato inizia il 22 settembre. Intanto, sul mercato autunnale sono acquistati numerosi giocatori, facendo in modo di ampliare la rosa e vincendoli derby contro la Salernitana e l’allenatore Facco esce dagli spogliatoi e davanti ai cancelli ringrazia la tifoseria esultante, dopo numerosi dissidi. Il mese di dicembre 1985 sarà ricordato anche per lo scioglimento del consiglio di amministrazione del Benevento. A norma di statuto, è nominato amministratore unico, con pieni poteri, l’avv. Antonio Paglia. L’avv. Mazzoni esce dalla scena comunque è sempre lui a tenere i contatti con Paglia. A quattro giornate al termine data la drammatica posizione in classifica del Benevento esonera Facco ed è ingaggiato Romano Mattè, al quale gli si chiede il “miracolo” della salvezza. In così poco tempo non sappiamo proprio come avrebbe potuto verificarsi l’evento. Purtroppo, il Benevento si classifica al penultimo posto e, dopo ventidue anni si trova in serie C2, ex serie D. Si tratta in conclusione di una retrocessione non solo della squadra, bensì dell’intera città. L’estate 1986 ricorda nella storia del calcio beneventano perché la squadra giallorossa è ripescata in serie C1, grazie alla cancellazione del Palermo pieno di debiti e di insolvenze. storia9

La stagione inizia con la partecipazione in Coppa Italia, alla guida della squadra giallorossa ci sono due tecnici indigenti Ianaro e Fracassi una delle bandiere del Benevento. Sulla panchina del Benevento 1986-87 è chiamato Rampanti, ex calciatore del Torino e del Napoli. La squadra è formata da moltissimi giovani. I tifosi mostrano il loro grande attaccamento alla squadra, scende in campo anche il sindaco Pietrantonio per rifondare la società. (foto pag. 61) L’unica operazione è l’acquisto del mediano Gaito proveniente dalla Salernitana. Alla vigilia della gara con il Teramo, debutta Colasanto, la domenica successiva a Catanzaro Birigozzi, Di Lascio, Strano, si attendono, però altri rinforzi. Dopo un lungo periodo di stasi si corre ai ripari acquistando, alla vigilia della gara con il Licata l’attaccante Crialesi. Il successivo esterno sul quadratissimo Barletta fa sperare in un nuovo corso. La situazione in classifica del Benevento diventa sempre più disperata. A 10 giornate dal termine non si registra alcuna nota lieta. Il colpo di grazia al Benevento è inferto dall’arbitro Conforti: invasione di campo, in occasione della gara con il Cosenza e gravi incidenti per il pareggio degli ospiti giunto al 93’. E’ scritta così una delle pagine più nere del calcio beneventano. Il pareggio di Salerno fa alimentare la speranza di salvezza, a due giornate dalla conclusione del campionato, i giallorossi devono recuperare tre punti si svantaggio nei confronti del Brindisi, e Livorno. Un’impresa ardua, difficilmente realizzabile. I cinque gol al Sorrento fanno ancora sperare. Occorre vincere per poi confidare nelle “disgrazie ” di Licata e Salernitana. Ma il Benevento retrocede in C2 per il secondo anno consecutivo.

Nel mese di giugno, tra polemiche, ripicche e fazioni, sorgono alcune iniziative per salvare il Benevento. Mentre la società è sul punto di scomparire si costituisce un comitato di cui sono promotori l’ex segretario del Benevento Izzo e l’ex giallorosso Zica. Il protetto vuole rilevare la squadra con l’intento di tamponare la crisi per il periodo dell’emergenza e poi, successivamente, costruire il futuro. Il 16 luglio si svolge un’assemblea dove è convertito in azioni il credito dell’avvocato Mazzoni. La tifoseria muove delle critiche nei confronti della società per non aver sostituito durante il campionato scorso l’allenatore Rampanti. Con soli pochi milioni si poteva evitare la C2.



 
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