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La Sanvito giovani rappresentava la Campania nelle finali Nazionali. La squadra nell'ultima partita incontrò il Pescara, con il quale perse col risultato di 3-2. Del campionato 1958/59 si ricorda la promessa fatta dal presidente, il quale si prefisse di andare entro tre anni in serie C. Ma questa promessa non fu mantenuta (per modo di dire), infatti la squadra vinse il campionato l'anno dopo, nella stagione 1959/60. Orlando Ascione una delle bandiere del calcio beneventano, e tanti successi del Benevento portano la sua firma e, ebbe allenatori come: Hirzer, Mosera, Gipo Viani, Oronzo Pugliese, naturalmente quando erano a Benevento. Racconta che quel Benevento non temeva squadroni come: Bari, Taranto, Nocerina, Gladiator, Lecce, Casertana ed altre. Inoltre ricorda altri aneddoti fondamentali della sua carriera: i portieri non gli stringevano mai la mano per i bellissimi gol che faceva, ma ciò a lui non interessava. Alla fine della partita contro l'Inter, dove giocava anche Meazza (ex campione del mondo), quest'ultimo gli strinse la mano. Un altro aneddoto molto divertente si svolse durante un allenamento, il mister Gipo Viani volle vedere la conformazione dei piedi di Orlando per capire come faceva a segnare da tutte le posizioni. Oggi il mitico Orlando Ascione si trova ancora nel mondo del calcio facendo il massaggiatore del Torrecuso. Conquistata a pieni voti la promozione in serie C, nella stagione 1959/60, la Sanvito, nel campionato 1960/61, si presenta ai nastri di partenza con un collettivo ben affiatato. Infatti ben 10 elementi continueranno ad indossare la maglia Rossonera. Ma il presidente Bartalucci, nonostante ciò, effettuò nuovi acquisti. Arrivarono a Benevento il "motorino" Alberici, la mezza punta Russo, il terzino-mediano Codiglia, l'attaccante Tascone, il jolly Kelemenich, il portiere di riserva De Grandi ed il possente attaccante Impinna. Per guidare gli stregoni occorre un allenatore in possesso di patentino, ed infatti, Carletto Maluta fu "costretto" a frequentare il corso di Coverciano. In occasione dell'assemblea delle società di Lega semiprofessionisti, fu consegnata una coppa alla Sanvito, dominatrice del girone F di serie D per la stagione 1959/60, nonché una medaglia d'oro al presidente Bartolucci. Angelo Forgione ricorda che......:"affrontammo la prima esperienza di serie C con entusiasmo e voglia di continuare a vincere". Dopo qualche battuta d'arresto iniziale la squadra progredì a tal punto, che concluse il campionato al quarto posto. A premiare questo traguardo ci fu anche l'amichevole con il Napoli di Amadei, che terminò 2-2. Maluta e compagni nonostante il divario tecnico esistente fra le due squadre riescono ad imporre il pari agli azzurri, che dopo appena 14 minuti erano sotto di 2 reti a zero. L'anno 1961/62 fu decisamente da dimenticare. Dopo l'ottimo quarto posto del campionato precedente, la Sanvito retrocede nella Serie D. Nonostante la cocente delusione della retrocessione in quarta serie, la Sanvito nell'anno 1962/63 si rimbocca le maniche nell'intento di puntare in alto. A guidare i rossoneri è chiamato l'allenatore Lamberti. Nonostante ciò la Sanvito non riesce a vincere il campionato per soli due punti, infatti questo fu vinto dalla Casertana. L'anno1963 segnò l'abbandono del Presidente Bartolucci. Venerdì 5 luglio si cercò di risolvere la crisi, con la fusione tra l'A.C. Sanvito e l'A.S. Benevento, che prenderà il nome di Società Sportiva Benevento. A guidare la squadra fu chiamato Zidarich. La stagione fu chiusa al terzo posto in classifica, e Benevento ospitò anche i giochi del Mediterraneo. Nell'anno 1964/65 il Benevento cercò di risolvere la crisi economica effettuando molte cessioni. Questo portò alla retrocessione nei dilettanti.
Mentre la maggior parte dei tifosi è amareggiata per la retrocessione, un'altra parte era in festa per la promozione in prima categoria della Fiamma Sannita, del presidente Eddy Mucci e dell'allenatore Napolitano. Gli interessi sono però, tutti per l'immediato ritorno in serie Dilettanti, che però non avvenne perché il Benevento concluse il campionato al quarto posto. Nel 1966/67 avviene la fusione fra la Sannita ed il Benevento, con il nome di Polisportiva Benevento, e la squadra fu affidata a Munno e Napolitano. La stagione si concluse al quarto posto in classifica. ILa stagione 1967/68 è l'anno del ripescaggio in serie D, avvenuto grazie all'intervento del sindaco di Benevento Antonio Abete. La tifoseria è al settimo cielo. Espletate tutte le pratiche per l'iscrizione al campionato, è chiamato a dirigere la squadra, Umberto De Angelis, il quale subentra ad Angelo Forgione. Il Benevento nonostante la crisi economica conclude il campionato al decimo posto. Anche per la stagione 1968/69 è confermato l'allenatore De Angelis, per l'ottimo girone di ritorno, ed in quest'anno, la squadra si riesce a salvare per un soffio, per un solo punto.
Dodici anni di “ storia” avara di successi, dove, purtroppo, nel ricordo dei tifosi ci sono non poche amarezze. Salvezze sul “ filo di lana”, retrocessioni e mai un campionato d’alta classifica. Due soli ruggiti: la partecipazione alla Coppa Italia, che ha visto il Benevento confrontarsi con squadre di serie A e l’esaltante campionato 1990-91, che ha visto la squadra sannita battersi sotto i nuovi colori “ rosso-argento”, qualificandosi per lo spareggio promozione traguardo fallito per un soffio. Va detto che questi dodici anni, hanno sempre prevalso e mai hanno fatto mancare quell’importante e determinante caloroso sostegno non solo dagli spalti del Santa Colomba. Va anche ricordato anche il “ tonfo” che suscitò sconforto nella tifoseria, quando il Benevento, con tutto il suo glorioso passato ripiombò nel campionato Interregionale; quando in altre parole la squadra non fu inscritta al campionato di C2. Qualcuno ipotizzò la fine del calcio a Benevento ma non fu così: l’arrivo dell’enigmatico presidente Peca servì a riportare nuovo slancio e quasi a “ ricostruire”, non solo gli entusiasmi intorno alla squadra ma anche una struttura societaria efficiente ed una compagine competitiva. Infatti, sotto la presidenza Peca il Benevento nella stagione 1990-91 perse una sola partita e non approdò in C2 perché eliminato negli spareggi della Juve Stabia.
E’ la stagione che dovrebbe fra meditare i dirigenti a non commettere gli errori del campionato scorso. La prima operazione di mercato vede la conferma sulla panchina giallorossa di mister Graziano Landoni. La squadra va in ritiro a Nocera Umbra. Alla vigilia della gara con la Paganese, si risolve la crisi societaria con il cambio al vertice di Mario Catalano e Renato Moreno al posto di Ernesto Mazzoni e Verde. A questi ultimi due è affidata la gestione protempore per i problemi più delicati e scottanti tra i quali la campagna di compravendita autunnale. In pericolo la panchina di Bandoni. Alla vigilia della la gara con il Livorno, sono acquistati Nicola Ripa, Franco Ermini, Giovanni Bestini. E’ ingaggiato anche il nuovo tecnico. Si tratta dell’ex giocatore della “Sancito Benevento”. Il 10.1.1981 si riunisce il consiglio di amministrazione della Sportiva Calcio.
All’unanimità è rieletto presidente Enrico Mazzoni e Catalano ritira le proprie dimissioni. Il campionato del Benevento 1980-.81 vede la squadra campana alla fine del campionato al sesto posto. Nel 1980-81 a Benevento nacquero numerosi club come:
Club dei Giallorossi con presidente Antonio Zampilli e Nazzareno Cosmetico,
Club calcio Benevento con presidente Ennio Ricciardi,
Benevento “ Club S. Modesto” con presidente Filomena D’Agostino,
Club Amici Benevento Calcio con presidente Umberto de Lucia,
Club “I Fedelissimi” con il presidente Francesco Cecere.
Concluso il campionato 1980-81, si registrano la dimissioni di Ciro Verde, Romano Moreno e del medico sociale Nino Acone. Il futuro diventa sempre più incerto e nebuloso.Tra l’altro, il 1° luglio entrarà in vigore la nuova legge sullo Sport professionistico, che prevede il graduale azzeramento del “capitale-giocatori”. Il tutto compromette la programmazione per il futuro. L’allenatore lino De Petrillo dichiara che se non avrà garanzie circa il rafforzamento delle squadra, sarà costretto, a malincuore, a lasciare la conduzione tecnica del Benevento. Al mercato di Milano si reca il dirigente dimissionario romano Moreno che ha intenzione soprattutto di vedere. Nella città lombarda, però, c’è anche l’avvocato Ernesto Mazzoni. La “montacha” del calcio mercato partorisce un “topolino”. Solo due le operazioni effettuate: il Benevento cede Roberto Cazzani e Ermini, Mauro, Franchini, Maniero. Ritorna Cacitti dopo una stagione con il Giulianova e la giovane ala Norberto Cappellari di proprietà del Torino. Intanto, Del Pretillo rinuncia alla panchina. Il retroscena: il tecnico di Roccamonfina, a Teano, accetta l’invito di alcuni dirigenti ed amici a restare a Benevento, poi, adistanza di poche ore, comunica il rifiuto. Al termine della riunione del 20 luglio, il consiglio di amministrazione si dimette in blocco. Il vertice, rimasto in carica per la normale amministrazione, decide che il ritiro sarà fatto allo stadio S. Colomba, agli ordini di Carlo Fracassi e Gino Miele.
E’ disdetta la sede di Nocera Umbra. Tarocco abbandona il ritiro e non scendono in campo anche Grandi e Frigerio nell’amichevole con la squadra locale, vinta dai giallorossi con una sede di Saviano. I giallorossi deludono. Il due ottobre, alla vigilia della gara con il Castrano, ritorna l’assemblea straordinaria dei soci. Dopo due votazioni, sono eletti: Lampugnale, Catalano, Callisto, Miceli, Cacucci S., Cacucci V., Cornacchine, rappresentante dei “Club dei Giallorossi“. Però, non è ancora eletto il presidente e persistono le incertezze. Alla vigilia della gara con la Civitanovese, il noto imprenditore edile Donato Callisto è eletto presidente. Si tratta di un personaggio molto schivo alla pubblicità e conosciutissimo per la sua onestà e modestia. Il campionato del Benevento 1981-82 si conclude con quinto posto.
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