La Storia - Pagina 2
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Nell'anno 1941/42 nasce il G.U.F. Benevento (Gruppo Universitario Fascista). Di quella squadra si ricorda soprattutto l'anno 1942/43 del campionato di prima divisione, il presidente era Vesce e l'allenatore Panzone. Ci fu la vittoria sul G.U.F. Napoli e Guarriello portiere del G.U.F. Benevento parò ben due calci di rigore. A fine partita l'allenatore del Napoli militante in serie A Vecchina, chiese notizie su tre diciottenni, Mastracchio, Scalone e Mercurio. Torniamo a parlare dell'A.C. Benevento che, nell'anno 1945/46 fu promosso in serie B. Il presidente era il Comm. Mariano Russo, ma l'iscrizione al campionato di serie B, non fu fatta per i soliti motivi economici. storia1 L'allenatore era il magico Gipo Viani. Era un tecnico autoritario, che si faceva rispettare, aveva giocato da centromediano metodista nell'Ambrosiana, oggi Inter. La squadra era così forte che anche in serie B poteva ben figurare. Nel 1946/47 il Benevento rivince il campionato ed a guidare gli stregoni ci fu Brioschi, infatti Gipo Viani successivamente allenò il Milan dei vari Maldini, Altafini ecc..... In quell'anno il Benevento disputò un gran campionato, infatti basta pensare che su 28 incontri, il Benevento ottenne 27 risultati positivi ed una sola sconfitta a Foggia per 1-0. I soliti motivi finanziari fecero sì che il Benevento non andasse per la seconda volta consecutiva in serie B. Visti i motivi finanziari, furono ceduti tutti i giocatori, un vero peccato. Di quell'anno si ricorda soprattutto il pareggio di 3-3 contro il grande Napoli e, la vittoria per 3-0 nel derby contro l'Avellino. Questa la formazione giallorossa: Atripaldi, Capone, Cascio, Susany, Viano, Gelsomino, De Stasio, Gerbi, Paone, Salvatore, Ascione O. Le tre reti furono messe a segno da Paone, Gerbi, Ascione O., ed in quel derby il Benevento diede una lezione di calcio ai "lupi" irpini. Nel 1948/49 il Benevento ebbe una grossa squadra. Per fare qualche esempio c'erano Labbate, Wellish che proveniva dall'Inter, e Avedano che veniva dalla Juventus e fu preferito a Giampiero Boniperti. In quell'anno il Benevento era una grandissima squadra, ma una domenica a Reggio Calabria il Benevento perse per la tennistica sconfitta di 10-0. Nel 1949/50 bisogna ricordare due cose, la prima che Simoni fece sempre centro dal dischetto, e la seconda è che quell'anno arrivò a Benevento il terzino Colombo, arrivò di venerdì e subito debuttò perché si era allenato già a Torino. E quella domenica il pubblico ammirò il miglior terzino che il Benevento avesse avuto nella sua storia e, per capirci giocava alla Facchetti.. Francesco Minocchia, più conosciuto come don Ciccio, il più importante commerciante di ferro, ha rappresentato e rappresenterà il simbolo del mecenate, ma anche del sostenitore e dell'appassionato di sport. Ha avuto undici figli con cui poteva mettere su una squadra. Don Ciccio è stato uno degli artefici principali della nascita del calcio a Benevento. Secondo molti l'attuale "Meomartini" doveva essere appunto intitolato al presidentissimo Francesco Minocchia. Il Benevento anche nel 1951/52 era una grande squadra, si faceva rispettare sia in casa sia fuori. Quell'anno si ricorda la vittoria col Bari e il pareggio con il Foggia (tutte e due le partite furono giocate fuori casa perché il Santa Maria degli Angeli era impraticabile). Dopo la vittoria sul Bari sotto una bufera di neve al ritorno a casa, i giocatori furono accolti dalla banda di S. Vittorino. Di questa squadra ne ha un gran ricordo anche Gaetano Allegretti, simbolo del calcio beneventano. Il Benevento ha sempre avuto grossi allenatori che facevano "tappa" Benevento per poi andare nelle grandi squadre, tra questi ci fu anche Oronzo Pugliese, che allenò l'A.C. Benevento nel campionato 1952/53. Seguiva le partite sulla linea del fallo laterale e i guardalinee non riuscivano a farlo sedere in panchina. Ma il Benevento quell'anno conobbe una grand’ala sinistra, Ascione Orlando, dal tiro bomba e, di quell'anno rimase anche la vittoria sul Napoli per 2-1 e, le reti furono messe a segno da: Buttazzone (BN), Bacchetti (NA), Ascione O. (BN). Subito dopo il grande A.C. Benevento cadde in una profonda crisi, che sancì la fine di questa squadra. Il calcio a Benevento però "rinacque" grazie al presidente Licurgo Bartolucci, che dette vita alla "Sanvito", che si ebbe grazie alla fusione della "Sanvito" con la "Fantozzi". La squadra giocò e vinse il campionato di 1° divisione, nell'anno 1953/54. Per la vittoria di questo campionato ebbe molta importanza il presidente, il quale dava un premio partita. Notevoli furono le vittorie ed i gol al "S. Maria degli Angeli" (oggi Meomartini), che non si contano. Il campionato 1954/55, fu un campionato d’assestamento nella categoria promozione, poiché la squadra era tutta giovane e mancava d'esperienza. Nel 1955/56 L'A.C. Sanvito vinse il campionato di promozione, con una media di 3-4 gol a partita. Non c'erano rivali. Di quella squadra si ricordano soprattutto il presidente Bartolucci, il portiere Oliviero agile ed imbattibile che per un grave infortunio dovette cedere la sua maglia a Iacobucci, storia3 Ascione giocatore dal sinistro infallibile, Zollo il più aggressivo della squadra d infine Piccolo che correva i 100 metri in 11 secondi.. Il campionato 1956/57 non fu molto esaltante, basti ricordare la secca sconfitta per 4-0 con il Marsala (dove militavano anche quattro giocatori del Milan), però ci fu anche una schiacciante vittoria ai danni del Taurianova. Come già detto non fu un campionato molto esaltante, infatti la Sanvito retrocesse ma fu ripescata per meriti sportivi. In quest'anno il pubblico fu molto numeroso, ma lo fu ancor di più nel campionato 1957/58. Questo derivò dal fatto che la squadra si era molto rinforzata e che furono fatti molti sacrifici, sempre nello stesso anno fece bella figura anche la Sanvito giovani, che in 16 partite le vinse tutte.



 
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